Immortal Theatre ~ Gioco di Narrazione

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Tonal, Umano - Mortale
view post Posted on 20/8/2009, 17:30Quote
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un pellegrino

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 3/12/2009, 18:07


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Nome: Jacinto Nkanga "Tonal"
(il suo secondo come, Nkanga, è quello all'interno della sua tribù e, quindi, sconosciuto a chiunque)

Cognome: Nkisi

Famiglia e storia: Nkanga nasce 34 anni fa in un villaggio minerario nei pressi di Abak, in Nigeria.
Suo padre, Andrès, minatore, era un autoctono di etnia Yoruba; la madre, Franzisca Luz, un'infermiera di origini haitiane.
La famiglia verte in condizioni di estrema povertà ed in un primo momento, sotto insistenza della madre, il ragazzo viene affidato alla locale missione cattolica della Compagnia di Gesù.
I padri missionari tentano di dare al giovane, ribattezzato Jacinto, una casa ed un'istruzione nonostante il suo carattere aggressivo ed insofferente alla disciplina dapprima educandolo con pazienza e garbo e successivamente con severità e violenza.
Non riuscendo a comprendere la decisione dei genitori di "abbandonarlo" tra quegli estranei tronca ben presto i rapporti con loro mantenendo i contatti in ambito familiare unicamente con l'amato nonno paterno.
Sarà da lui che, di nascosto, verrà iniziato ai misteri della Regla De Palo Monte, meglio conosciuta come Palo Mayombe.
Dal vecchio stregone imparerà i segreti degli Orishas (gli spiriti del Palo) e il modo di comunicare con loro venendo infine "Rayado" come Palero (stregone).
La morte del vecchio, suo unico affetto, avvenuta durante gli scontri militari dei primi anni '80, segna la sua rottura definitiva con la chiesa cattolica: abbandona l'abito da novizio e lascia la città natale per arruolarsi nel nascente esercito del CMS.
Passa gli anni successivi della sua vita a combattere per il paese prima come soldato regolare e successivamente come mercenario al soldo del migliore offerente.
Sarà un evento improvviso e traumatico a riportargli alla mente i vecchi insegnamenti ed a scaraventarlo in un mondo in cui è ben più di un'arma, per quanto caricata di furia ed odio, il modo migliore di combattere una guerra.

Razza: Umano - Mortale

Poteri: "Tonal" è un Palero, un iniziato ai misteri del Palo Mayombe, la religione animista di origine afro-cubana.
E' a tutti gli effetti un sacerdote in grado di comunicare con gli Orishas, gli spiriti di luce (Nkisi) o di tenebra (Ndoki) della sua religione.
Grazie ad essi, che nel corso degli anni sono stati, per meglio essere celati, nascosti sotto le spoglie dei santi del cristianesimo, è in grado di operare nel mondo reale invocando il loro aiuto nelle situazioni più disparate.
Potrebbe, ad esempio, invocare Oggùn, l'oricha della triade dei guerrieri patrono dei metalli e della forgia (rappresentato con il nostro San Pietro) affinchè permetta ai proiettili della sua pistola di ferire un demone (tipo arma benedetta, per capirci) o, al contrario per far si che un'arma puntata contro di lui si inceppi; o ancora potrebbe chiedere aiuto a Ochosi (il nostro Sant'Alberto), che protegge i carcerati e i latitanti, per aprire la porta di una cella in cui è rinchiuso... e via dicendo.
Questo contatto gli deriva dal Nganga, un oggetto sacro (che spiegherò più avanti nel dettaglio) nel quale è presente lo spirito di un defunto e che agisce da tramite in tutti i lavori magici e religiosi.

Unito a questo il rigido addestramento militare con relativa conoscenza di tattiche di guerriglia lo aiutano nel suo lavoro di mercenario.


Punti deboli: Il potere di un Palero è strettamente legato al suo Nganga, la lontanaza eccessiva da esso ne inibisce i poteri e rende impossibile effettuare i rituali più complessi.
La sua distruzione inoltre interromperebbe la comunicazione dello stregone con gli Orishas fino alla consacrazione di un nuovo Nganga.

Età: circa 35 anni.

Aspetto: Pelle scura, ma non nera, sintesi tra le origini Nigeriane e la discendenza mulatta di Haiti.
Occhi grandi e scuri, con i bulbi di un bianco acceso.
Nel complesso non si può dire certo un bell'uomo: i capelli sono crespi, lunghi alle spalle, e molto sporchi.
Il naso è schiacciato ed è facilmente intuibile sia stato rotto più volte.
Il viso è coperto da una barba di qualche giorno con un sottile e stretto pizzetto e due baffi spioventi; ha denti gialli e cariati ed una perenne espressione di noncuranza dipinta sul volto.
Non è molto alto, non supera il metro e settanta e leggermente sovrappeso ma il suo corpo denota una struttura solida ed una muscolatura notevole, per quanto non scolpita.
Le sue braccia sono un reticolo di cicatrici (che continuano su tutto il corpo): si tratta del rayamento, la pratica di incidere cicatrici rituali sulla pelle degli stregoni Mayombe.


Carattere: Silenzioso. Solitario. Scontroso.
Molto diretto, fino a sfociare nell'arroganza. Spesso volgare.
Al di la delle apparenze non lo si può definire "cattivo", semplicemente ha un suo distorto senso della giustizia: risponde al bene con il bene e al male con il male nell'esatta misura in cui vengono elargiti.
Ha grandissimo rispetto di ogni fede o religione, che egli vede come varianti delle sue credenze.
Rispetta le donne e le difende, ma odia ogni forma di smanceria, romanticismo o mollezza.
Non ha alcun senso estetico o artistico e ritiene l'educazione una perdita di tempo, limitandosi a rasentare la decenza.
Può essere un ottimo compagno o un mortale avversario... ma difficilmente qualcuno potrà mai definirlo amico.

Vestiario tipico: Pantaloni neri di tela pesante, anfibi militari consumati. Camicia di jeans scura ed uno spolverino consunto lungo fino alle ginocchia. Un lunga sciarpa un tempo rossa ma ora vistosamente sbiadita gli gira attorno al collo ricadendo sulla schiena fino alla cintura.
I capelli sono legati da uno spago in una corta coda e sulla testa porta un cappello di pelle in stile cowboy.
Quasi a stonare con il resto della figura un sottile paio di occhiali da vista perfettamente tondi gli incorniciano lo sguardo.
Porta a tracolla un voluminoso tascapane dell'esercito (al cui interno riposa il nganga).
Il quadro generale denota scarsa pulizia e una cura della persona praticamente inesistente.

Abitudini: Solitario per natura non ama la compagnia e ancora meno la conversazione. Ha uno spiccato odio per la tecnologia a meno che non si tratti di oggetti a scopo funzionale.
Tende ad essere protettivo nei confronti di donne e bambini per quanto in maniera rozza e scorbutica.
Fondamentalmente non prova odio per nessuno e l'uccidere è per lui una semplice "questione di lavoro".
Tende tuttavia a mettere, a volte troppo facilmente, in pratica il suo "senso di giustizia" e a punire, incurante delle leggi locali o morali gli atti che reputa dannosi per se o per altri.
Tende a giudicare le persone sulla base delle sensazioni trasmesse dal suo nganga (raramente errate), ma ha una spiccata ripugnanza per gli uomini di aspetto effemminato che considera deboli e molli (anche se spesso si rivelano il contrario).
Non è colto, ma è piuttosto sagace e le (poche) risposte che concede sono spesso pungenti e sprezzanti.

Residenza: Ovunque, in viaggio continuo.
Un bordello a ore o una panchina nel parco sono per lui al pari di una suitte dell' Hilton di Los Angeles.

Professione: Mercenario; Cacciatore di Taglie.

Intermezzi:

Edited by Ludwigh Van Der Rohe - 31/8/2009, 17:45

image


Ho notato che tutte le volte che Dio mi ha tolto qualche godimento o qualche vantaggio temporale, è stato nel momento in cui ero vicino a credere ch'essi erano qualcosa. [L. C. De Saint-Martin]

Non è raro trovare delle gazze che spogliano i pavoni per ornarsi delle loro piume, e che finiscono col dire poi che quei pavoni non sono che dei paperi o dei pipistrelli...
 
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